Home page 
menù  
PAG. 1 
- continua a pagina  2 - 
Toponomastica 
Luoghi, monumenti, riferimenti, punti d’incontro. 
Seguire l'ordine alfabetico dialettale per la ricerca 
Se avete difficoltà nel copiare le foto contattatemi a: i2nay@teletu.it 
 
 
Aþilo di Civàsch: (Asilo Infantile Comunale PRINCIPE DI PIEMONTE) ora Via E. De Amicis, 7 e Municipio Comunale. Ex Strada Vicinale di Laja, “part da bas” (parte bassa del paese) località “Rüviscera”, chiamato anche «aþilo da sóta» (asilo di sotto). Eretto Ente Morale il 30 agosto 1914. 
Vedi foto al capitolo: I due asili; civàsch e paulìtt. 
 
 
Aþilo di Paulìt: (Asilo Infantile REGINA ELENA) piazzale della Chiesa (ingresso principale), ex Strada Vigna di Dietro vigna drée») ora Via Marconi (ingresso posteriore) “part da sura” (parte alta del paese) costruito di fianco alla chiesa, alle spalle ha l’oratorio maschile, nel punto più alto del paese, in località “Vigna drée”, chiamato anche «aþilo da sura» (asilo di sopra). Eretto Ente Morale il 9 luglio 1914. 
Vedi foto al capitolo: I due asili; civàsch e paulìtt. 
 
_______________________ 
 
N.B. Il termine "Strada", "Contrada", "Corsia"…. veniva messo al posto di "Via"…  che usiamo oggi, vedi Capitolo; elenco strade Comunali e Vicinali del 1866. 
 
 
 
Bacéñ : (Bacino vecchio) ora Via Marconi. Ex “Strada Vigna di Dietro”, località Muntagnéta/Vigna Drée”. Costruito dietro allo stabilimento, ex “Giovanni Cozzi & figli”.  
I primi due bacini sono stati demoliti, ora n'esiste uno più alto e capiente. 
(nella foto, l'autore del libro Piero Rodoni)  
 
 
 
Badìni : SCUDERIA BADINI. Sopranominata "La Speronella", ora Via Monte Rosa. Ex Strada delle Lonne 
località "Lóna"  ai piedi della collinetta della "Ca' Torretta". La contessa Maria Ludovica Borromeo Badini (per tutti Totò), ci ha raccontato che negli anni venti quando costruirono la sua casa e le scuderie, usarono le doghe dei cassoni d'imballaggio in legno Pitch Pine, i quali contenevano le automobili che l'avv. Emilio Badini importava dagli Stati Uniti.      
Nella foto di sinistra: Cá Torètta a sinistra e a destra la scuderia Badini anno 1928, foto di destra "la grande passione". 
Foto destra (Cantarella Milano). 
 
 
Bucúni: (Bocconi: nome pel primo proprietario) parco che circonda il viale ex "Viale Scuderie Bocconi", che portava dalla Statale del Sempione SS33, attraversando l'ex "Strada Vicinale della Guercia" (ora Via Baracca) e l'ex "Strada del Bosco" (ora via Manara) alla villa "Bocconi", (ora Parco San Giorgio). Iniziava da un cancello ancora oggi esistente sulla Via Sempione (seminascosto da una siepe di alloro) di fronte all'ex autosalone Capobianco, e terminava sulla Via S. Giorgio di fronte alla villa "Scuderie Parco San Giorgio" chiuso con una sbarra di legno. Punti di riferimento e incontro di noi ragazzi: Gœba dal camèll" (gobba del cammello), definizione data ad una pianta che crescendo in orizzontale ne traeva le sembianze; "pescétt" (larici), gruppo isolato di piante di larice; "móniga" (monaca), collinetta nel parco in detta località; trincéa (trincea), specie di fosso fatto con sassi e terra al termine di un prato, scendendo dal viale a destra in alto, ora vi hanno costruito una villa; "ca da légn" (casa di legno), costruita dal sig. Benzoni a circa 10 metri dal viale, sull'ex "Strada del Bosco" ora Via Manara; "stànga" (sbarra di legno), posta al termine del viale (oggi c'è un cancello elettrico in ferro) che termina sulla Via S. Giorgio di fronte alla villa del Parco San Giorgio; "cancèll di Bucúni" (cancello dei Bocconi "i vecchi proprietari"), cancello, posto circa 10 metri dalla Statale del Sempione SS33 (di fronte all'ex autosalone Capobianco) per l'ingresso del viale. 
 
Ritorna inizio 
 
 
Bucúni da dénta: (interno Bocconi: l'interno della villa recintato, di proprietà Bocconi) parco della villa Scuderie Parco San Giorgio. È il parco della Villa San Giorgio, inizia dalla villa e, costeggiando la Via San Giorgio attraversa la "pìsta di tedesch" (pista dei tedeschi), fino all'ex discarica Comunale località "baràgia" (baraggia), risalendo la costa fino alla Via Solferino costeggiandola per poi terminare alla villa.      
 
 
 
Búrgh : (borgo) ora Via Roma. Ex Strada Comunale per S. Ilario. Lungo caseggiato abitato da tante famiglie, (ora chiamato Borgo S. Ilario) trasversale alla strada, posto fra l’inizio delle vie Verdi e Via Rossini. Luogo d’incontro per i bambini degli asili di allora “Civàsch e Paulìtt che accompagnavano i funerali partendo dalla casa del defunto (con qualsiasi tempo) fino alla chiesa, per poi terminare al Búrgh
Dal 1900 al 1945 (fine seconda guerra mondiale) "ul Bùrg" Borgo San Ilario di Via Roma, lo chiamavano "Repubblica del Borgo" perchè su 120 persone, vi abitava una sola famiglia di Casorate Sempione: Carlo Milani (Carlèñ). 
 
 
 
Buscàsc: (boscaccio) ora Via Trieste. Ex Strada Provinciale del Sempione confinante con Gallarate, località “Murìgia”. Il toponimo “Buscàsc” deriva dal fatto che all’epoca c’era la Strada Provinciale del Sempione, con a lato due collinette, ancora visibili, con boschi fitti ed incolti, da cui derivò la definizione. Si racconta inoltre che era luogo di agguati ai poveretti che al ritorno dal lavoro con la “quindisina”, (vedi voce al capitolo: “Vacabulari da Caþurà”) più di una volta venivano derubati. Ai tempi esisteva anche la chiesa di S. Maria ed alcune vecchie case dette “Case Rotte”.  
 
 
 
Ca' di caciadúr : alla fine della Via Cacciatori, e al termine via S. Giorgio. Ex terminale vicinale Fovinessa e terminale vicinale Baraggia. Sede dell’Associazione Cacciatori e luogo ideale per picnic con vista della brughiera di Casorate e dell’aeroporto della Malpensa. «casa dei cacciatori; fu anche cucina per il "campo Balilla" anni 1936-1939; vedi foto anche al capitolo: Ricordi di un tempo che fu, paragrafo: Il campo "Balilla"» (foto a destra innaugurazione "casa dei cacciatori"). 
 
 
 
Café Naziunàl : caffè Nazionale; il vecchio caffè (cafè vécc) era in Via Como, 9 ex Strada della Fontana, ora è in Via Torino, 20 ex Contrada della Madonnina, oggi ha cambiato nome si chiama Crazy Horse. Nella foto (per gentile concessione della signora Teresa Porrini in Bombelli) un gruppo di frequentatori di allora. 
 
 
 
 
 
Ritorna inizio 
                  
Càmp dal fórbal : (campo di calcio) il primo campo sportivo (fatto prima della guerra 1940/45), era situato nella Brughiera Grande di fianco alla Pista dei Tedeschi. Nella foto del 1948, il campo sportivo “Della Valle”  , giocatori in posa con il loro allenatore, alle spalle si nota la porta del campo di calcio, dietro la “Pista dei Tedeschi”, sullo sfondo “ul Munt da la Vall”, (il monte della Valle) cioè la collinetta che è interposta tra la fattoria della Valle e la vecchia fornace di Somma. Il campo fu abbandonato negli anni 50, ne costruirono uno in sostituzione su di un terreno in affitto di Via S. Giorgio (dove ora hanno costruito delle case a schiera), per poi realizzarlo in Via Roma conglobato nel centro sportivo. 
Foto di sinistra, la squadra del "Caffè Nazionale". (per gent. concessione del prof. Giuliano Bombelli e madre, detto "baffo") 
Da sinistra in piedi: 
1° Ferri Sante. 2° Porotti Antonio. 3° Bombelli Mario (allenatore-trainer). 4° Zenaldi Carlo. 5° Macchi Gianni. 6° Chiaravalle Ermanno. 7° Fumagalli Giuseppe. 
Da sinistra accucciati: 
1° Ripamonti Giovanni. 2° Puricelli Sandro. 3° Castelli (fratello dei fruttivendoli). 4° Stamerra Pippo (gerente del Caffè Nazionale).    
 
 
Cancèll di Bucùni: cancello d'ingresso dell'ex "Viale Scuderie Bocconi". Dalla statale S.S. 33 che terminava alla sbarra di fronte alla villa dei Bocconi (dove c'è il parco San Giorgio). 
 
 
                 
Caþèl: (casello ferroviario, prima fermata del treno) ora Via Trieste. Ex Strada Provinciale del Sempione di fronte alla villa Chiaravalle e villa Martinez (Masnaga) dove c'era il passaggio a livello per Gallarate. Il 24 luglio 1865 entra in servizio la ferrovia Gallarate Sesto Calende. Il sindaco di allora, Cattoretti, chiese la fermata del treno già nel 1863, la fermata la ottenne solo nel 1888.  
Nella foto di sinistra, la locomotiva che si fermò per la prima volta il 5 agosto 1888 dando seguito ai festeggiamenti a villa Matinez (zona Masnaga). Vedi articolo del piccolo corriere (voce caþèl) scritto nell'occasione dei festeggiamenti per la prima femata del treno. Da notare il tetto della villa Chiaravalle senza il terrazzino/belvedere, mentre su altre foto più recenti se ne vede la costruzione, confrontandola con quelle del 1920. Nella foto a destra, il "casello" (1920 circa) stazione ferroviaria per i casoratesesi. 
 
 
Caþermúñ : (casermone) ora Via Sempione, 59. Ex Strada Provinciale del Sempione, è situato sull’angolo Via Sempione via S.G. Bosco di fronte all’imbocco del sottopasso per Arsago/Gallarate. Tuttora esistente, sempre sul Sempione, posta di fianco al vecchio camposanto. Il suo nome era dovuto al fatto che lì, durante la guerra 1915-18, erano stati tenuti prigionieri dei soldati Croati, Slavi ecc. Uno di loro ha sposato una Casoratese.  
 
 
  
Castanèi : (castanelli) alberi di castagno. Ora Via Trento, ex Strada di S. Stefano.  Tutta la parte dei boschi a partire dalla strada fino al confine con Arsago, zona múnt dal diàul (monte del diavolo) e peschiéra. 
 
 
Cigliúñ : (ciglione) tutta la parte scoscesa, posta nella zona della casa dei cacciatori. Si percorre la  strada Vicinale delle Portiole o Vallazza fino alla pista di motocross. 
Durante il periodo fascista, si piazzavano le tende per il campo "Balilla" (vedi foto al capitolo:  Ricordi di un tempo che fu, paragrafo: Il campo "Balilla")
 
 
                                                                                                              
Cimiteri véc : cimitero vecchio (in realtà era il camposanto e apparteneva alla chiesa), ora Via San Giovanni Bosco angolo Via Sempione. Ex Strada del Campo Santo, angolo strada Provinciale del Sempione. Fu inaugurato nel gennaio 1793 e funzionò fino al 1900. Era circondato da un muretto alto circa m. 2,20 (vedi in angolo basso a sinistra) e aveva due finestre con delle inferriate ed ai piedi un gradino genuflessorio in pietra. Entrando a destra c’era la casetta mortuaria che fu demolita nel maggio 1905,  pur rimanendovi ancora alcune tombe con lapidi.. Quando hanno esumato le salme dei nostri vecchi, una Casoratese che abitava lì di fronte si ricorda che è venuta fuori una bara contenente la salma di un prete, era intatta con la sua tonaca nera! Ovviamente, al contatto con l’aria, si è ridotta subito in polvere. Ora c’è il campo di pallacanestro. Nella foto si nota: in basso a sinistra il muretto (oggi non più esistente) del vecchio Cimitero, la scala che porta alla chiesa (ora ristrutturata) e la stradina che collegava il vecchio cimitero alla chiesa, si chiamava Strada del Camposanto e della Chiesa (nel 1865), partiva dalla Postale (cosi era definito l’attuale Sempione), “da tramontana” e  verso “ponente” terminava alla Chiesa. 
(foto archivio prof. Parolo) 
 
 
 
Cimiteri : (cimitero). L'ex Strada di S. Ilario (ora Via Roma) porta all'attuale cimitero, benedetto il 2 novembre 1900. Esso era tre volte più vasto del vecchio camposanto; la costruzione (scelta non casuale) è ubicata di fronte alla chiesa di S. Ilario.   
 
 
                          
Foto a destra: posa della "prima pietra" dell'erigenda Palestra delle Scuole Elementari - 11 agosto 1934 -                      
I personaggi: a sinistra Gaetano Conconi, in centro Prada e alla destra il sig. Zaro, capomastro dell'impresa Adrea Marelli di Crenna di Gallarate alla quale erano stati affidati i lavori. 
La foto è stata scattata dal compianto maestro elementare Antonio Peruzzotti,  assertore e propugnatore dell'opera. 
È stata murata nella parete nord una bottiglia contenente una pergamena ricordo. (Testimonianza del sig. Antonio Conconi figlio del citato Gaetano Conconi). 
(per gentile concessione del signor Conconi Antonio e figlio Giorgio) 
 
Cinema vécc : (cinema vecchio) costruita come palestra per le scuole elementari, fu anche cinema (chiuso nel 1955) durante e dopo la seconda guerra mondiale, poi ancora palestra, ora è diventata la mensa delle scuole elementari Milite Ignoto.  Nella foto a sinistra si vede la scuola come è ancora oggi  (ad eccezione della scritta dell'epoca fascista e la porta nuova dell’ingresso), oggi si possono ancora notare gli scalini in ferro appesi alla parete sinistra dell’ingresso principale (dove si nota la saracinesca in ferro) : li usava l’operatore cinematografico per salire nella cabina di proiezione quando fu trasformata in sala cinematografica
 
 
 
Cióþ : (chiuso: podere recintato vicino alla casa, dal latino clausus). Si trova di fronte alla chiesa, tra il condominio dove abita il prof. Parolo (Via S. G. Bosco), e la villa del defunto dottor Bocca, confinante con l’era (civico 20) e la cascina baita (civico 10) di Via B. Cottolengo. Oggi parzialmente visibile perché vi hanno costruito un condominio. 
 
Ritorna inizio 
 
Cìrcul Pupulár : (circolo popolare) interposto fra due vie; la ex “Strada vicinale del Longo” ora Via Ciro Menotti, 3 (ingresso/uscita di servizio) ed ex “Strada della Quadra” ora Via S. Giorgio, 4 (ingresso principale). Ex SOC. COOPERATIVA AGRICOLA DI CONSUMO R. L. Nel 1951 vennero distribuite delle azioni di £ 500 cadauna, il Circolo andò a gonfie vele, ma piano piano andò sempre più indebitandosi. 
(nella foto di redazione: la prima festa "popolare"del P.C.I. del dopoguerra, la balera è piazzata dentro il giuoco bocce del "48").  
 
 
Cósta da la vall : (costa della valle) ora Via San Giorgio. Ex Comunale detta della Quadra, inizia dalla stradina che porta alla “Cascina Valle”, e termina davanti alla villa “Scuderie Parco San Giorgio”. Anni fa era tutta ciottolata (rizzàva) e bisognava stare attenti quando si scendeva con la bicicletta: oltre ai sassi sporgenti che causavano cadute, si poteva anche forare una gomma, rinunciando così magari alla gita domenicale al Ticino (Tiþinàsc) con relativo picnic. 
 
 
 
Cuéta : (Covèta) ora Via XXV Aprile. Ex  Strada Comunale di Ronco e Ravanasco,  la zona che allora era periferia (dopo la casa dei Belotti, vedi foto), si chiamava Mombello e la strada per andarvi era la «Strada per Via Covèta» poi Via Borgo Speranza (nel 1912), poi Via Mario Brumana. Nell’anno 1927 è successo un fatto grave che all’epoca fece molto scalpore in paese: l’omicidio di una ragazzina di nome Giovanna, «foto a destra (anche se spostata di alcuni metri per la costruzione di una casa), la lapide a ricordo del fatto». 
 
 
 
Cumbatént : (combattenti) ora Via Milano ex Corsia dell’Oratorio angolo  Como ex Strada del Fontanile. Era uno dei tre circoli in cui si ritrovavano gli uomini,  discutendo davanti ad un bicchiere di buon vino o giocando alle bocce. Ora è sede di una banca, ma con un locale riservato all’Associazione combattenti ad uso gratuito. Appeso alla parete c’era una pala di aereo, qualcuno diceva che fosse di Francesco Baracca. 
 
 
 
Felli : (scuderia Felli) ora Via Sempione, 42. Ex  Strada Provinciale del Sempione. Scuderia di grande fama, costruita da Ernesto Felli (vincitore di due palii di Siena) e portata avanti dal figlio Bruno (recentemente scomparso), uno dei primi in Casorate ad avviare una scuderia, ora trasformata in pub. (la foto: archivio prof. Parolo, è dell’anno 1922) 
 
 
 
Fiaschetteria : (fiaschetteria “ dal Scampéñ “) ora Via Torino angolo Via Verbano. Ex Contrada della Madonnina angolo Strada per Somma ed Arsago. Vendeva del buon vino anche sfuso, bibite e liquori, funzionando anche come bar. Ancora di proprietà della famiglia Cattorini. Nella foto in primo piano: Piero Colombo (“Piero Faustèñ” sul suo cavallo bianco durante la festa di S. Tito del 1946), alle sue spalle l’angolo della “vecchia” fiaschetteria, ora trasformata in negozio.  
(gentilmente concessa dal "fiœ" (figlio) del "Piero Faustéñ" Giovanni Colombo) 
 
 
 
Fógna : (fogna) ora Via  Isonzo. Ex Strada Vicinale del Ghingirolo. Vecchia fogna comunale che raccoglieva le acque di scarico di tutto il paese, disperdendole a cielo aperto. D’estate non si poteva passarvi vicino, di giorno per la puzza e di notte per le zanzare. Oggi adibita a parco pubblico. 
 
 
 
Fóss (dal curér): (fosso…soprannome del proprietario) ora Via Roma, piazzale delle scuole medie. Ex Strada di S. Ilario. Serviva come raccolta delle acque piovane durante i grandi acquazzoni. È stato chiuso nel 1974 dopo la posa delle tubazioni idrauliche e altri servizi  per la nuova scuola Materna Comunale. La foto scattata al vecchio fosso (“fóss”) ritrae momenti di festa della Casorate “contadina” durante una fiera del CONSORZIO ALLEVATORI DI MUCCHE CASORATE SEMPIONE”. Alle spalle, in alto a destra, dietro la casa si nota la campanella dell’Asilo di “Civàsch”. 
(gentilmente concessa dal "fiœ" (figlio) del "Piero Faustéñ" Giovanni Colombo) 
 
 
 
 
Nelle foto: in alto a sinistra, il Lavatoio pubblico anno 1912 (foto ing. Eugenio Salmini). 
Foto alto destra a destra (del signor Luigi P.) la fontana appena costruita, si intravede la scritta fascista: ANNO XII E. F. (Era Fascista); seduto in centro il signor Luigi siamo nell'anno 1933. In basso a sinistra la fontana senza la scritta fascista; in basso a destra l'aspetto attuale del caseggiato. 
Funtána : (fontana) ora Via Venezia. Ex Piazza Cadorna nella Contrada del Marchino. Esisteva un lavatoio comunale fino al  
1929 circa, eliminato per far posto ad una fontana moderna nel 1930 (che non ha mai funzionato), disegnata dallo scultore 
Alberto Dresler, per poi essere demolita nel 1970 definitivamente per fare un posteggio. 
Nelle foto, sono rappresentati  momenti di “storia” riguardanti il lavatoio, e la fontana. La prima foto, scattata dall’ing. Eugenio Salmini nell'anno 1912, rappresenta un momento di vita vera di tutti i giorni, quando le nostre nonne andavano al lavatoio per  
lavare i panni. Quando questo ancora non c’era, esse andavano al Ticino (Tiþèñ) con tutta la famiglia su di un carro (caréta).  
Nella seconda foto, il lavatoio era già stato sostituito con una fontana di stile vittoriano, sulla parte frontale si nota (sotto la testa 
del leone), la scritta fascista: “ANNO XII E. F. (Era Fascista; l'anno XII equivaleva al 1938)”, fatta nel periodo fascista. 
La nuova fontana non fu mai usata, nelle case qualche famiglia aveva già l'acqua potabile, ed altri si arrangiavano prelevandola da pozzi scavati nei cortili e lavavano i panni usando mastelli e bagnini (ul mastèl o brénta e il bagnéñ). Nella terza foto, si vedono le scalfitture lasciate durante la rimozione della scritta dopo il 25 aprile 1945. Nella quarta foto, la piazza ora adibita a parcheggio. 
 
FRÈLA: Ora Via Piave, dietro al "Borgo San Ilario"  
 
 
 
Torna inizio 
 
 
Gàta : (gatta) ora Via Magenta, 19 angolo Via Novara. Ex Strada Consorziale della Stradaccia, angolo Via  
Vittorio Veneto. Si chiamava: Trattoria degli Amici, con salone per banchetti e sala da ballo. È stata l’ultima sala  
da ballo presente in Casorate. 
Dopo la chiusura della sala da ballo il salone fu adibito a sala da pranzo per banchetti e sposalizi.        
Una parte del salone era riservata alla società di calcio la "CASORATESE", dove si cambiavano prima e dopo la partita 
doccie comprese.  
Nella foto: (per gentile concessione di P. Luigi Milani - matrimonio della figlia dei proprietari 1944) cortile interno dove si poteva mangiare all’aperto, mentre nel salone adibito a sala da ballo, molto più capiente, si potevano tenere “banchetti” di sposalizi o altro, con molti più invitati. Di questa “gatta”, mi è rimasto un ricordo particolarmente bello perché tutti i clienti abitudinari (io lo ero da poco), avevano tra loro un rapporto di “vera” amicizia che non riscontravo in altri ritrovi pubblici di Casorate. 
 
 
 
 
Geþa nœva : (Chiesa Nuova) ora Via Milano angolo Via Como. EX Corsia dell’Oratorio angolo Strada della Fontana. La Chiesa è chiamata dai Casoratesi “Geþa  nœva”  (Chiesa Nuova), ma in realtà è la Chiesa del Sacro Cuore di Gesù. Si dice che esisteva un passaggio sotterraneo (eliminato nel 1863 con l'abbattimento della collinetta per la costruzione della nuova ferrovia) che univa la villa Martinez (Masnaga), già proprietà dei conti Martinez alla cappella gentilizia, allora facente parte dei terreni di tale famiglia. Il passaggio “segreto” nessun Casoratese l’ha mai visto, era una leggenda metropolitana. La conferma l’ho avuta quando siamo andati a Ombriano (CR) per parlare con il figlio del conte; Benvenuti Ferrante il quale mi disse che anche loro hanno cercato se ci fosse qualche traccia, ma fu tutto inutile. La conferma della "non esistenza" l’ho avuta guardando una vecchia mappa catastale dei terreni del 20 aprile 1864 che mi diede il conte, si vedeva chiaramente il tragitto segnato della stradina privata che portava dalla villa alla chiesetta. Durante i lavori per la ristrutturazione della chiesetta, hanno trovato e scoperchiato una botola esistente sotto l’altare della chiesa. Uno dei ragazzi è entrato ed ha tirato fuori ossa umane, tra cui un teschio con un foro di pallottola (sono ancora vivi i testimoni oculari). Si trattava di ossa dei prigionieri Slavi della caserma (“Casermúñ”) o erano tombe dei “vecchi” dei conti Martinez ? Non si sa, comunque venne avvertito il Parroco di allora.  
Durante il periodo fascista e fino a pochi anni fa, sul retro della chiesa dalla parte del Sempione, venendo da Gallarate, c’era la scritta fascista “SOLO IDDIO PUO’ PIEGARE LA VOLONTA’ FASCISTA GLI UOMINI E LE COSE MAI”.        
(foto archivio prof. Parolo)     
 
 
 
  
Lóna : (Lona) ora Via Manara. Ex Strada del Bosco. Per i Casoratesi la Lóna è intesa come la “Ca' Toretta(villa di proprietà Cattoretti), ma in realtà la definizione di Lona deriva dalla località anticamente chiamata Strada delle Lonne (ora Via Monte Rosa), in cui la villa Cattoretti ha un altro ingresso. Nel 1988 Giovanni Cattoretti, dopo aver fondato nei primi anni Settanta la «Società canile della Ca' Toretta», con cani per le cacce a cavallo, e dopo aver organizzato centinaia di cacce a cavallo nel territorio casoratese e altrove in Italia, dove si recava con la sua scenografica muta di Fox Hounds, progettò e avviò, con una piccola collezione iniziale, quello che avrebbe dovuto diventare un "museo della caccia". La collezione, ospitata inizialmente nei locali della villa di abitazione dei Cattoretti, era visibile per le scuole e su appuntamento. Alla morte di Giovanni il progetto non ebbe seguito. Sarebbe tuttavia auspicabile che un museo del cavallo e delle tradizioni della caccia a cavallo venga allestito a Casorate Sempione, così ricca di storia e di scuderie e sul cui territorio tutt'ora si sviluppa una cultura specifica preziosa che va conservata e valorizzata. 
(Nella foto sopra si vede ancora l'ultimo piano della torretta, munito di finestre; venne abbassato causa pericolo sorvolo aerei.)    
(foto, per gentile concessione di Stefano Leopoldo Francesco Maria Bianchi erede Ca'Toretta "nobile casoratese"). 
 
 
   
 
 
 
Lúngh : (Longo) ora  Via Torino, 76/90. Ex strada detta della Quadra. Cortile abitato da tante famiglie, di costruzione tipica lombarda, posto al termine di una stradina privata ma parallela alla via. Il nome “Lungh” (da Longo) è stato attribuito all’omonima località che prendeva appunto il nome della  strada del Longo  (ora Via C. Menotti).  
 
 
Villa Martinez/Benvenuti 
                       
 
 
Stemma dei conti Benvenuti 
 
 
 
 
Stemma dei Martinez 
 
 
 
Antichi stemma ancora visibili 
Masnaga:  (villa Martinez) ex Strada della Masnaga, ora Via Trieste (sono in attesa di notizie). Dopo la vista a Ombriano (CR) a Ferrante Benvenuti (ex proprietario di villa Martinez/Masnaga)  figlio del conte Lodovico Benvenuti, siamo rimasti daccordo che mi invierà informazioni più dettagliate e documentazione. 
 
Ritorna inizio 
 
 
Móniga : (monaca) ora fra la Via F. Baracca e Via Adua. Ex Strada Vicolo della Guercia  angolo Strada vicinale della Monica. Tutta la collinetta a partire dalla casa del “Piero Faustéñ “ (Via Adua, 10), al termine con il Viale scuderie Bocconi e la statale SS33. D’inverno quando c’era la neve i ragazzi si ritrovavano alla Moniga divertendosi moltissimo con le slitte, qualcuno (ma pochi) anche con i primi sci in legno di rovere (rúgura). 
 
 
Muntagnéta : (montagnetta) ora fra la Via Marconi e Via Milano. Ex Strada Vigna di Dietro e Strada Corsia dell’Oratorio. Fino a qualche anno fa c’era la “OSTERIA DELLA MONTAGNETTA” (poi modernizzata in TRATTORIA DELLA MONTAGNETTA) ma per i Casoratesi era nota come “ul Neclèt” dal nome del proprietario Anacleto Ughetta (Neclèt in dialetto). Era una antica osteria poi trattoria caratteristica/particolare, si potevano gustare degli ottimi salamini cotti  sotto  la brace accanto al camino, seduti comodamente su panche sorseggiando del  buon vino in compagnia, pigiato dirattamnente dal loro torchio che mettevano a disposizione anche alle famiglie di Casorate, quelle che avevano una discreta quantità di uva da pigiare, in pagamento lasciavano la vinaccia: quello che rimane dalla pigiatura dell'uva fresca o ammostata, ricavandone così una buona grappa da vendere ai clienti .  
Vedi al capitolo: Ricordi di un tempo che fu, paragrafo: La compagnia della stella alpina. 
 
 
Murìgia : (Moriggia) ora: dalla Via Udine Via Treviso tutta la parte dietro fino al confine con Gallarate. Ex Vicinale di S. Stefano
 
MUSCHÍNA: ex Strada Comunale per S. Ilario, ora Via Roma, zona Villaggio Veneto. 
 
OSTERIA DEL POPOLO 
 
 
 
OSTERIA DEL POPOLO: Via Torino, 41- (di fronte al "Lúngh") Ex strada detta della Quadra. Vecchia Osteria nelle case di proprietà della società del "CIRCOLO POPOLARE" dove c'era la vecchia sede del P.C.I. Ora è stato venduto a nuovi proprietari.   
 
 
                                                       
                                                   "Piazza Carducci" anni 20                                                   "Piazza Carducci" 1902 
 
Péþa : ora volgarmente chiamata “ la péþa “ . Ex piazza Carducci (punto di partenza della “famosa”Curiera) incrocio di Via Milano (ex Corsia dell’Oratorio) con  Via Como (ex Strada Comunale della Fontana) e Via XXV Aprile (ex Strada Comunale di Ronco e Ravanaccio). Nella foto: (di sinistra ediz. Porrini anni 20; la “péþa” vista dalla villa "Cattoretti—Rotolo", in centro a sinistra la pesa Pubblica, eliminata nel marzo 2002 (ora ne rimane solo il localino per la pesatura). Alle spalle il Circolo Combattenti, a destra, la casa che fa angolo, il “cafè” (caffè, poi trasferitosi in Via Torino), in alto a sinistra la Ca' Torretta, sullo sfondo il campanile (notasi un solo orologio verso il vecchio Municipio). Non si può non notare la mancanza del bacino (esisteva solo un “serbatoio” costruito nel 1913/14, molto basso che alimentava quelle poche famiglie in cui c'era già l’acqua potabile). 
Attorno agli anni 20, la piazza era intitolata a “Carducci”, ecco da dove prese l'ispirazione la canzone dei "Paulìtt". Ma ancora a tutt’oggi i Casoratesi preferiscono chiamarla «piàza da la péþa». (personalmente la riintitolerei a Carducci come recita la "famosa" canzone di Paulìt, piazza Carducci punto di partenza). Foto di destra anno 1902 prima della costruzione del circolo combattenti, in centro foto si vede lo stabilimento REISER & CATTORETTI prima dell'ampliamento, costruito nel 1863; primo stabilimento di Casorate Sempione che produceva i pizzi SANGALLO famosissimi in tutto il mondo.   
 
 
Peschiéra: era un piccolo stagno posto nalla zona della Masnaga, paradiso per tanti uccelli acquatici e luogo di giochi per i piccoli Casoratesi. Era situato sul "múnt dal diaúl" (monte del diavolo), zona "castanèi"  (castanelli), ora non esiste più, ne è rimasta qualche labile traccia. Era lo stagno dove il signor Luigi P. ripescò le due bombe. (vedi al capitolo: "Ricordi di un tempo che fu", paragrafo: I Tedeschi a Casorate). 
 
 
Scalinata alla chiesa prima dell'amlpiamento della chiesa e la costruzione dell'arco inizio scala  
 
Piáza : (piazza) ex piazza Vittorio Emanuele III°. Ora piazza Mazzini sede dell'ex municipio. Nel 1933 venne ampliata la via Torino, dalla piazza detta allora Vittorio Emanuele III° fino alla via Roma. Il punto più stretto era di m 3. Nella foto: (ediz. Porrini) la piazza come era nel 1926, l'arco fu costruito nel 1939 all’inizio della scalinata, mancano pure le fontanelle ai lati, il campanile con un solo orologio e la chiesa non ancora ampliata. La piazza non era ancora asfaltata, in centro foto, a destra si nota la panca in sasso volgarmente chiamata “la préa di vécc”, forse perché era sempre occupata dai vecchietti del paese, che chiacchierando fra loro si scaldavano al sole e passavano il tempo. 
 
NB le tre modelle con l'mbrellino da sole sulla scalinata che porta alla chiesa, dopo aver effettuato le foto per reclamizzare i pizzi "sangallo" e ricami  della ditta "Reiser & Cattoretti" di Casorate Sempione, poi diventata "Reiser Curioni & C° ESPORTAZIONE" . 
 
              Vedi foto sotto fatte vicino alla colonna  
                di San Carlo con timbro originale.    
             
                                                                                                
                                       Le tre modelle in posa                                                                                                                       La prima "edicola" della Via Crucis 
 
 
 
Foto e nomi dei caduti casoratesi nella guerra del 1915 - 1918   
 
   
 
La chiesa S. Maria Assunta fotografata nel 1926 subito dopo l'ampliamento nel mese della sua consacrazione 
   
       
Questa foto è "unica" mi è stata gentilmente concessa dal sig. Pierluigi Milani rilasciata al suo bisnonno 
Domenico Milani in occasione del XV° centenario di S. Tito. 
La scritta correttamente riprodotta ed ancora in parte leggibile sotto la foto, recita precisamente: 
Al signor Milani Domenico da 38 anni zelante fabbricere col XV° centenario di S. Tito in segno di gratitudine  
                  12 agosto 1926 don Mariani Luigi  
 
Piazál da la géþa : (piazzale della chiesa). Nella prima foto: (per gentile concessione della sig. Lilla Rotolo) in primo piano tre modelle  della ditta Reiser & Cattoretti, lo stabilimento era quello di via Milano (aperto nel 1863), rilevato poi da Manifatture Cozzi, da notare il timbro originale della ditta, rinomata in tutta Italia e all’estero fin dal lontano1863 per i suoi pizzi "Sangallo" di pregevole valore. Da osservare le loro camicette tutte di pizzo e le coccarde sul vestito, al centro “la colonna di S. Carlo” (si dice che fu voluta da S. Carlo per scacciare la peste), rimossa e inglobata nell’ampliamento della chiesa nel 1925/26. Nella seconda foto: (archivio prof. Parolo) la chiesa prima dell'ampliamento e la colonna in primo piano; in sua sostituzione venne posato un monumento ai Caduti, a destra in basso si vede la prima delle 14 edicole delle stazioni della Via Crucis. Nella terza foto (per gentile concessione del signor P. Luigi Milani), il monumento ai caduti della guerra 1915\1918. Nella quarta foto sotto con la scritta in calce del nostro compianto Don Luigi Mariani, scattata appena terminato l'ampliamento della chiesa il 15 aprile 1926 si notano: La croce del campanile in origine ed ora sostituita con l'attuale. Un solo orologio del campanile, ora sono quattro. Il monumento ai caduti della prima guerra mondiale 1915-1918 con i nomi dei casoratesi (vedi foto tre) caduti nella guerra. I pinetti piantati in occasione della posa del monumento con la targhetta in ottone sostenuta con un paletto di legno (un pinetto ogni caduto) con i nomi delle generalità di ognuno. Un particolare che non mi è sfuggito, non meno importante ma che rappresenta la "circolazione" a quei tempi, sono le tre striscie parallele che si notano nella quarta foto in basso a sinistra, sono tre sentieri, i due laterali sono quelli lasciati dalle ruote dei carri (quelli trascinati dai cavalli), quello centrale è quello lasciato dal cavallo che trainava il carro. A quell'epoca e fino al 1960 circa, le strade periferiche di Casorate Sempione erano carrareccie, noi le chiamavamo "carengiàn" (vedi voce in MEMORIA STORICA DI CASORATE SEMPIONE\Vocabolario Casoratese\C\"carengiàn".          
 
 "PARCO DELLE RIMEMBRANZE"  
Ex "Parco delle rimembranze" (ora piazzale della chiesa), soprannominato dai casoratesi "cimitœri" (cimitero) perché i morti di Casorate si seppellivano nel terreno adiacente la chiesa fino alla costruzione dell'ex camposanto di Via S.G. Bosco (vedi documento vecchio Camposanto). Dopo la fine della prima guerra mondiale 1915-1918, al centro del parco fu instaurato un monumento a ricordo con tutti i nomi dei caduti di guerra, recintato da un reticolato in ferro battuto lanceolato (a forma di lance) alto circa un metro a ricordo della difesa nelle trincee durante la guerra. Nel piazzale antistante crearono dei vialetti dove furono piantati tanti piccoli pini (alti circa due metri) quanti furono i caduti, ai piedi d'ogni pino, un paletto di legno verniciato con il tricolore con una targa di bronzo con scritto il nome, grado, corpo d'appartenenza e la data di morte. Durante i lavori d'ampliamento della chiesa dell'Assunta, finito nel 1926, furono soppresse le edicole che custodivano le stazioni della Via Crucis che attorniavano tutto il piazzale della chiesa, e sostituite all'interno della chiesa con quadri dipinti a olio su tela del noto pittore casoratese Luigi Roggiani (ben visibili all'interno della chiesa), ogni stazione aveva tre scalini "genuflettori" (per inginocchiarsi), questi scalini furono usati per fare la scala che dal piazzale laterale della chiesa scendeva al vecchio oratorio maschile (ora sostituito con il nuovo).  La colonna di San Carlo, voluta per poter celebrare all'aperto durante la peste e ricostruite all'epoca di Federico Borromeo per le processioni e come segno del Sacro delle città, fu sotterrata sotto il pavimento della parte nuova della chiesa. Oggi il piazzale antistante la chiesa è tutto cambiato, ci sono due condomini che coprono la vista del monte rosa e della catena delle Alpi, il monumento ai caduti è stato "spostato" e quello che hanno potuto salvare è posizionato al cimitero di Via Roma, le edicole della Via Crucis sono sparite come pure i gradini della scala che scendeva al vecchio Oratorio, il piazzale è stato diviso in due parti, una per la chiesa e l'altra per il posteggio dei condomini con tanto di sbarra e cancello.                                         
torna inizio 
 
vai a pag. 2